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Cavi resistenti al fuoco

Spina Group produce e fornisce cavi ad alte prestazioni resistenti al fuoco, progettati per garantire la funzionalità anche in condizioni estreme. Pensati per applicazioni critiche, questi cavi assicurano una trasmissione affidabile dei segnali e l’alimentazione elettrica anche in scenari di incendio, supportando sistemi di emergenza, allarmi e reti di comunicazione essenziali.

Grazie all’isolamento resistente al fuoco in materiali come XLPE, XLPO, EPR e HEPR, e alle guaine robuste, i nostri cavi sono sottoposti a rigorosi test per soddisfare i più severi standard internazionali, garantendo durata e sicurezza in ambienti ad alta temperatura e ad alto rischio. Ideali per utilizzi in strutture industriali, commerciali e pubbliche, i cavi resistenti al fuoco offrono resilienza e conformità per una protezione massima.

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PROGETTI

I nostri progetti di successo

Energy

Rabigh IPP Power Plant — Makkah

La Rabigh IPP Power Plant è una centrale elettrica situata a Rabigh, Arabia Saudita. Alimentata a olio combustibile pesante, la centrale produce energia elettrica per Saudi Electricity Company attraverso un contratto di acquisto dell’energia a lungo termine. Il progetto, sviluppato da Rabigh Electricity Company con il coinvolgimento di ACWA Power, KEPCO e SEC, ha l’obiettivo di rafforzare la capacità di generazione elettrica del Paese e supportare la domanda energetica della regione occidentale saudita.

Oil&Gas

Holborn

HOLBORN Europa Raffinerie si trova ad Amburgo e rifornisce la città e la Germania settentrionale di carburanti e gasolio da riscaldamento. La raffineria può lavorare circa 105.000 barili di petrolio greggio al giorno, con una capacità media annua di 4,5 milioni di tonnellate.

Bioenergy

Livorno ENI Refinery

La raffineria Eni di Livorno, situata in Toscana, è un sito industriale storico fondato nel 1939. Nata originariamente come impianto petrolifero tradizionale per la lavorazione del greggio, l’infrastruttura è oggi al centro di uno dei più importanti progetti italiani di transizione energetica, finalizzato alla sua completa riconversione in una bioraffineria di ultima generazione. Una volta completata la trasformazione, la struttura non lavorerà più fonti fossili, ma tratterà esclusivamente cariche biogeniche, come oli alimentari esausti, grassi animali di scarto e residui dell’industria agroalimentare, per trasformarli in biocarburanti idrogenati. L’obiettivo principale del progetto è duplice. Da un lato, si punta a produrre carburanti puliti sostituendo il petrolio con scarti biologici e oli da cucina usati; in questo modo si abbattono le emissioni di CO₂ nei trasporti e si aiuta Eni a raggiungere il traguardo di zero emissioni entro il 2050. Dall’altro lato, la riconversione serve a salvare la fabbrica e il lavoro, trasformando un vecchio impianto che rischiava la chiusura in un sito moderno e garantendo così il posto di lavoro a tutti i dipendenti sul territorio di Livorno.

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