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Custodie di derivazione

Spina Group offre una vasta gamma di custodie di derivazione progettate per garantire la massima sicurezza e affidabilità in ambienti industriali, inclusi quelli a rischio di esplosione. Le custodie sono realizzate in materiali ad alta resistenza e sono disponibili in diverse configurazioni, tra cui Ex d, Ex e, Ex de, per soddisfare le specifiche normative ATEX, IECEx e UL.

Tipologie

Accessori

  • Custodie di derivazione in GRP – JBPN

  • Custodie di derivazione in acciaio inossidabile - JBXN

  • Custodie di derivazione in alluminio - JBAL

  • Custodie per unità di controllo serie CCF

  • Custodie per unità di controllo serie GUB

Il nostro catalogo

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PROGETTI

I nostri progetti di successo

Oil&Gas

Tortue Development Project – Phase 1

Un progetto offshore basato sulla produzione di gas in acque profonde fino a 2 km al largo del confine marittimo tra Mauritania e Senegal. Attualmente è il progetto offshore più profondo in Africa. Pianificato in più fasi, il progetto Greater Tortue Ahmeyim LNG produrrà fino a 10 milioni di tonnellate di GNL all’anno (Mtpa). Una nuova perforazione denominata Greater Tortue Ahmeyim-1 è stata effettuata a una profondità totale di 4.884 metri nella parte orientale dell’area di Greater Tortue, scoprendo 30 metri di gas netto in un giacimento albiano di alta qualità nel luglio 2019. Questa nuova scoperta indica il potenziale per espandere la capacità del progetto GNL oltre i 10 Mtpa in futuro.

Bioenergy

Livorno ENI Refinery

La raffineria Eni di Livorno, situata in Toscana, è un sito industriale storico fondato nel 1939. Nata originariamente come impianto petrolifero tradizionale per la lavorazione del greggio, l’infrastruttura è oggi al centro di uno dei più importanti progetti italiani di transizione energetica, finalizzato alla sua completa riconversione in una bioraffineria di ultima generazione. Una volta completata la trasformazione, la struttura non lavorerà più fonti fossili, ma tratterà esclusivamente cariche biogeniche, come oli alimentari esausti, grassi animali di scarto e residui dell’industria agroalimentare, per trasformarli in biocarburanti idrogenati. L’obiettivo principale del progetto è duplice. Da un lato, si punta a produrre carburanti puliti sostituendo il petrolio con scarti biologici e oli da cucina usati; in questo modo si abbattono le emissioni di CO₂ nei trasporti e si aiuta Eni a raggiungere il traguardo di zero emissioni entro il 2050. Dall’altro lato, la riconversione serve a salvare la fabbrica e il lavoro, trasformando un vecchio impianto che rischiava la chiusura in un sito moderno e garantendo così il posto di lavoro a tutti i dipendenti sul territorio di Livorno.

Bioenergy

Sannazzaro Revamping

Il Sannazzaro Revamping è un progetto di conversione parziale della raffineria Eni di Sannazzaro de’ Burgondi, in provincia di Pavia. Sviluppato da Eni, il progetto prevede la riconversione dell’unità Hydrocracker HDC2, la costruzione di un impianto di pretrattamento di scarti e residui e l’adeguamento delle infrastrutture logistiche e ausiliarie. La nuova bioraffineria avrà una capacità di circa 550.000 tonnellate/anno e produrrà HVO diesel e SAF-biojet, contribuendo alla decarbonizzazione dei trasporti e all’aumento della capacità di bioraffinazione di Eni.

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