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Custodie di derivazione

Spina Group offre una vasta gamma di custodie di derivazione progettate per garantire la massima sicurezza e affidabilità in ambienti industriali, inclusi quelli a rischio di esplosione. Le custodie sono realizzate in materiali ad alta resistenza e sono disponibili in diverse configurazioni, tra cui Ex d, Ex e, Ex de, per soddisfare le specifiche normative ATEX, IECEx e UL.

Tipologie

Accessori

  • Custodie di derivazione in GRP – JBPN

  • Custodie di derivazione in acciaio inossidabile - JBXN

  • Custodie di derivazione in alluminio - JBAL

  • Custodie per unità di controllo serie CCF

  • Custodie per unità di controllo serie GUB

Il nostro catalogo

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PROGETTI

I nostri progetti di successo

Oil&Gas

Berri Oil Field Expansion

Il giacimento Berri, situato lungo la costa orientale dell’Arabia Saudita, è in fase di espansione attraverso il Berri Increment Program (BIP) per aumentare la sua capacità di produzione di greggio a 500.000 barili al giorno (bpd). Scoperto inizialmente nel 1964, il giacimento di Berri ha iniziato la produzione di petrolio greggio nel 1970, mentre l’impianto di gas di Berri ha iniziato le operazioni nel 1977.
Attualmente in grado di produrre 250.000 barili giornalieri di greggio arabo leggero, il programma di espansione del giacimento mira a raddoppiare la sua capacità di produzione di greggio attraverso tecniche avanzate di recupero del petrolio.

Oil&Gas

Assiut Hydrocracking Complex

La raffineria di petrolio di Assiut in Egitto sta subendo un significativo sforzo di espansione e modernizzazione per soddisfare la crescente domanda di prodotti petroliferi nell’Alto Egitto. Nell’ambito dell’ammodernamento della raffineria verranno aggiunti nuovi impianti, tra cui un complesso per la nafta e un complesso per l’idrocracking.

Bioenergy

Sannazzaro Revamping

Il Sannazzaro Revamping è un progetto di conversione parziale della raffineria Eni di Sannazzaro de’ Burgondi, in provincia di Pavia. Sviluppato da Eni, il progetto prevede la riconversione dell’unità Hydrocracker HDC2, la costruzione di un impianto di pretrattamento di scarti e residui e l’adeguamento delle infrastrutture logistiche e ausiliarie. La nuova bioraffineria avrà una capacità di circa 550.000 tonnellate/anno e produrrà HVO diesel e SAF-biojet, contribuendo alla decarbonizzazione dei trasporti e all’aumento della capacità di bioraffinazione di Eni.

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