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Collegamenti equipotenziali

Spina Group offre un’ampia selezione di fascette, collari, gaffette, morsetti e morsettiere, oltre a piastre progettate per garantire una messa a terra sicura ed efficace di tubazioni in acciaio inox, rame e ottone nichelato. Ogni componente è progettato per soddisfare le specifiche esigenze di sicurezza e conformità agli standard normativi.

Tipologie

Accessori

  • Piastre equipotenziali

  • Morsettiere

  • Sezionatori

  • Isolatori

  • Staffe e collari

  • Trecce flessibili

Il nostro catalogo

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PROGETTI

I nostri progetti di successo

Petrochemical

Bouri Field

Il campo Bouri si trova offshore nel blocco NC-41, a circa 120 km a nord-ovest di Tripoli, nelle acque della Libia. La profondità dell’acqua nella regione varia tra 145 e 183 metri. Si stima che contenga 4,5 miliardi di barili (720.000.000 m3) di riserve accertate di petrolio greggio recuperabili e 3,5 trilioni di piedi cubi (99 km3) di gas naturale associato con un potenziale di produzione annuale di 6 miliardi di m³. Lo sviluppo del giacimento di Bouri comprende due piattaforme offshore – DP3 e DP4, sette pozzi sottomarini e un Floating Storage and Offloading (FSO). Bouri è considerato il più grande giacimento petrolifero produttivo del Mediterraneo.

Oil&Gas

SAIPEM 7000

La Saipem 7000 è una nave gru semisommergibile e pipelaying operante all’interno della flotta Saipem. L’unità è progettata per supportare progetti offshore complessi attraverso attività di heavy lifting, installazione di strutture, lavori sottomarini e posa pipeline in modalità J-lay. Dotata di sistema di posizionamento dinamico avanzato, due gru principali con capacità fino a 14,000 t in tandem lift e capacità di pipelaying in acque oltre 2,000 m, la Saipem 7000 è impiegata a livello internazionale in progetti offshore convenzionali, in acque profonde e in acque ultra-profonde.

Bioenergy

Sannazzaro Revamping

Il Sannazzaro Revamping è un progetto di conversione parziale della raffineria Eni di Sannazzaro de’ Burgondi, in provincia di Pavia. Sviluppato da Eni, il progetto prevede la riconversione dell’unità Hydrocracker HDC2, la costruzione di un impianto di pretrattamento di scarti e residui e l’adeguamento delle infrastrutture logistiche e ausiliarie. La nuova bioraffineria avrà una capacità di circa 550.000 tonnellate/anno e produrrà HVO diesel e SAF-biojet, contribuendo alla decarbonizzazione dei trasporti e all’aumento della capacità di bioraffinazione di Eni.

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