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Quadri da cantiere trasportabili

I quadri da cantiere trasportabili sono progettati per garantire una distribuzione e un controllo dell’energia affidabili in ambienti industriali complessi. Realizzati in acciaio inossidabile o GRP, assicurano una straordinaria resistenza alla corrosione, agli urti e alle condizioni operative più difficili.

Disponibili in diverse configurazioni, questi quadri offrono connessioni di ingresso e uscita multiple, conformi agli standard IEC e CEE. Sono progettati per supportare vari livelli di tensione, tipicamente da 230V a 400V, e sono dotati di involucri protettivi con grado di protezione IP55 o IP65, che garantiscono un’eccellente tenuta contro polvere e acqua, rendendoli adatti a un’ampia gamma di condizioni operative.

Ideali per settori come oil & gas, edilizia e industria chimica, i quadri da cantiere trasportabili permettono un funzionamento sicuro ed efficiente di macchinari e attrezzature portatili. Grazie alla protezione dei circuiti integrata e alla conformità ai più rigorosi standard di sicurezza, questi quadri assicurano affidabilità e prestazioni elevate in qualsiasi applicazione sul campo.

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PROGETTI

I nostri progetti di successo

Oil&Gas

Marjan Development Program — Tanajib Gas Plant (TGP)

Il Marjan Development Program – Tanajib Gas Plant (TGP) è un progetto sviluppato da Saudi Aramco nella Eastern Province dell’Arabia Saudita. Il progetto fa parte del più ampio Marjan Increment Program e prevede l’espansione delle facilities onshore di Tanajib attraverso un nuovo impianto di trattamento gas, unità di recupero e frazionamento NGL e sistemi di compressione. Il progetto ha l’obiettivo di supportare l’incremento produttivo del campo Marjan, aumentare la capacità di trattamento gas di Aramco e valorizzare le risorse energetiche del Paese.

Bioenergy

Livorno ENI Refinery

La raffineria Eni di Livorno, situata in Toscana, è un sito industriale storico fondato nel 1939. Nata originariamente come impianto petrolifero tradizionale per la lavorazione del greggio, l’infrastruttura è oggi al centro di uno dei più importanti progetti italiani di transizione energetica, finalizzato alla sua completa riconversione in una bioraffineria di ultima generazione. Una volta completata la trasformazione, la struttura non lavorerà più fonti fossili, ma tratterà esclusivamente cariche biogeniche, come oli alimentari esausti, grassi animali di scarto e residui dell’industria agroalimentare, per trasformarli in biocarburanti idrogenati. L’obiettivo principale del progetto è duplice. Da un lato, si punta a produrre carburanti puliti sostituendo il petrolio con scarti biologici e oli da cucina usati; in questo modo si abbattono le emissioni di CO₂ nei trasporti e si aiuta Eni a raggiungere il traguardo di zero emissioni entro il 2050. Dall’altro lato, la riconversione serve a salvare la fabbrica e il lavoro, trasformando un vecchio impianto che rischiava la chiusura in un sito moderno e garantendo così il posto di lavoro a tutti i dipendenti sul territorio di Livorno.

Petrochemical

Liverpool Bay WP3

Liverpool Bay WP3 fa parte del progetto Liverpool Bay CCS, sviluppato da Eni nel Regno Unito per il trasporto e lo stoccaggio della CO₂ a servizio del cluster industriale HyNet, tra il Nord-Ovest dell’Inghilterra e il Nord del Galles. Il progetto ha l’obiettivo di catturare la CO₂ prodotta da industrie difficili da decarbonizzare e stoccarla in modo permanente in giacimenti offshore esauriti nella baia di Liverpool.

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